India, stupri, aborti selettivi, omicidi per le doti, i "Sari in cammino" per un Paese per che finalmente rispetti le donne

Il libro di Valeria Fraschetti scritto dopo due anni e mezzo di permanenza in questo paese, del quale ha cercato di dipanare le contraddizioni seguendo il filo rosso dell’esistenza delle donne: tredici le storie esemplari che racconta, che restituiscono un quadro sfaccettato fatto di difficoltà e speranze, e di una gran voglia di farcela

di EMANUELA STELLA

15 novembre 2013

India, stupri, aborti selettivi, omicidi per le doti, i "Sari in cammino" per un Paese per che finalmente rispetti le donne
Valeria Fraschetti 

ROMA – Stupri, aborto selettivo dei feti di sesso femminile, infanticidio di bambine, uccisioni di donne per motivi di dote. L’India del ventunesimo secolo, divisa tra il peso di una tradizione millenaria e il richiamo di una modernizzazione vertiginosa, non è un paese per donne. Lo racconta Valeria Fraschetti inSari in cammino (Editore Castelvecchi), il bel libro frutto di due anni e mezzo di permanenza in questo paese, del quale ha cercato di dipanare le contraddizioni seguendo il filo rosso dell’esistenza delle donne: tredici le storie esemplari che racconta, che restituiscono un quadro sfaccettato fatto di difficoltà e speranze, e di una gran voglia di farcela.

Abortiti ogni anno mezzo milione di feti femminili. Come nel caso di Mitu Khurana, che ha cominciato a combattere per salvare le sue figlie gemelle ancora prima di averle messe al mondo, in una società in cui ogni anno vengono abortite mezzo milione di bambine (con effetti disastrosi sull’equilibrio demografico: oggi gli uomini eccedono le donne di 37 milioni, come conseguenza di uno sterminio di genere che negli ultimi tre decenni ha annientato fra i 4 e i 12 milioni di feti femminili). “Avere una figlia femmina è come annaffiare la pianta del vicino”, recita un proverbio locale, che sintetizza in modo eloquente la preferenza indiana per i figli maschi. “L’india è il paese degli aborti selettivi, degli infanticidi di femmine, ma è anche il paese in cui le bambine sono più denutrite dei fratelli, perché le madri  se hanno un pezzo di pane lo danno al figlio maschio”, osserva l’autrice, che come free lance ha girato in lungo e in largo l’India. Così ha conosciuto Kiran  Mazumdar-Shaw, fondatrice del colosso biofarmaceutico mondiale Biocon, una donna che ha dovuto superare veti e ostacoli giganteschi: inizialmente voleva lavorare nel mondo della birra, che è tutto maschile e le ha sbarrato il passo, allora ha optato per le biotecnologie, ma a fine anni settanta nessuna banca le faceva credito e faticava persino a reperire personale, perché gli uomini non volevano lavorare per lei.

La ragazzina che si batte contro i matrimoni forzati. Un’altra storia di successo è quella di Rekha Kalindi, ragazzina tredicenne che vive nelle campagne povere del Bengala occidentale, figlia di una famiglia di produttori di “sigarette dei poveri”, il tabacco a basso prezzo.  Costretta a lavorare per contribuire al reddito della famiglia, non era stata  mandata a scuola e i genitori  volevano farla sposare, ma lei, coraggiosa e intelligente, è riuscita a convincere l’insegnante del  paese a battersi per farla andare a scuola e per sottrarla al destino di sposa bambina. Oggi è testimonial Unicef contro i matrimoni forzati.

Tradizione e modernità, le due anime del paese. “L’India, pur nelle spire di una globalizzazione sfrenata, è  un paese tradizionalista, e le donne sono diventate una sorta di terreno di scontro dell’ambivalenza fra tradizionalismo e desiderio di modernità, le due anime contrapposte del paese”, sottolinea Valeria Fraschetti. “L’India, si dice, è un paese in cui coesistono tanti secoli contemporaneamente. Ma molti indiani faticano a trovarvi un compromesso equilibrato: desiderano abbracciare il futuro ma sono incapaci di abbandonare il passato. Così i jeans attillati che le ragazze indossano diventano il segno della contaminazione da parte di un occidente libertino e consumista, i posti di lavoro che le donne occupano rappresentano l’irrompere di una emancipazione che mette a repentaglio famiglia e status quo sociale: e stupri e molestie sono una forma di punizione che si fonda sulla convinzione che le donne possano ricoprire solo il suolo prescritto dalla tradizione”. Come ha scritto Sagarika Ghose, opinionista dell’Hindustan Times, “una profonda paura e un odio quasi patologico verso la donna che aspira a essere qualcosa di più di una madre e una moglie vengono giustificati  con la tradizione”.

Uno stupro ogni venti minuti, ma poche denunciano. Stando alle statistiche di polizia, in India ogni venti minuti viene violentata una donna. Ma le autorità spesso rifiutano di accogliere le denunce, investigano di rado e ancor meno frequentemente i processi si concludono con una sentenza di condanna (dei 600 stupri registrati a Delhi nel 2012 solo uno è finito con una condanna). In India la violenza contro le donne si fonda su un’omertà diffusa, profonda, atavica; una cappa di pregiudizio che lo stupro di gruppo contro una ventitreenne, morta dopo giorni di agonia per le spaventose lesioni riportate, riesce però a scuotere. “Si sono cominciate a mettere in discussione le garanzie offerte da un sistema di giustizia in cui esistono giudici che invitano le donne a sposare i propri molestatori, e avvocati che puntano il dito contro il carattere socievole della vittima o contro il suo abbigliamento ‘occidentale’.  Quello che emerge è un paese dilaniato, incapace di conciliare l’emancipazione economica con una cultura profondamente tradizionalista, dove il rispetto dei costumi può diventare pretestuosamente l’ancora cui aggrapparsi nell’effervescente marea della globalizzazione”.

Una dote insufficiente si paga con la vita. Vale la pena di citare un’altra maledizione tipicamente indiana: la dote, il regalo nuziale per lo sposo, il “balzello” che si paga a chi si accolla l’onere di mantenere una moglie. “E’ una tradizione antica, eppure più viva che mai, che il consumismo contemporaneo ha trasformato nel modo più facile e rapido per arricchirsi. Col risultato che l’avidità di suoceri e mariti sta diventando anche più letale per le donne: in qualche angolo del paese, ogni ora e un quarto, ne viene uccisa una a causa di una dote giudicata insufficiente. Un tempo, le rivendicazioni delle donne erano urlate da uno sparuto gruppetto di femministe borghesi. Stavolta invece il silenzio è stato rotto da un coro poderoso e trasversale – sottolinea l’autrice di Sari in cammino – Certo, i decibel dei media che lo sostenevano si sono già abbassati”.

Tutti quegli stupri impuniti. “Gli stupri – ha aggiunto Valeria Fraschetti – proseguono e continuano a restare perlopiù impuniti, come ogni altro tipo di abuso e vessazione. E continueranno ancora a lungo a farsi sentire le opinioni di chi pensa che il problema dell’India siano le donne, e non che l’India ha un problema con le sue donne. Ma l’eco di quel coro riverbera ancora. Non più nelle piazze, ma nelle coscienze della gente. La portentosa reazione al bestiale stupro di gruppo della studentessa che sognava di diventare medico – ha detto ancora l’autrice di Sari in cammino – non può non infondere coraggio in chi finora ha taciuto sui soprusi subiti. Molte continueranno a restare in silenzio, ma qualcuna in più, ora, troverà la forza di denunciare, di mettere in discussione la mentalità dominante. Di certo quasi tutte avranno una maggiore consapevolezza di essere in cammino, come lo sono ancora oggi le protagoniste di questo libro. E sapranno che, se lo faranno a testa alta, saranno meno sole”.

 

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Author: savedaughters19

This is a coverage of my struggles to save my daughters.I am thank full to my parents not only for Not killing me ,but also helping me save my daughters... My dream- A big shelter house for women who want to give birth to their daughters and raise them up with dignity and self respect , but have to fight their own families to do so. Will have medical facilities and facilities for legal aid. will have training centers for vocational courses so that they can stand up on their own two feet and stop the dependency on their husbands for finances, A child care center run and managed by the inmates, A kitchen and a vegetable farm run and managed by the inmates. At present only a dream.... But with grace of God will become a reality. God will show the way and means to achieve the dream.

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